Edifici distrutti, incendi, quartieri al buio, i residenti costretti nei rifugi.

Leopoli ha vissuto in una notte "il peggior attacco dall'inizio dell'invasione", in cui di rado i droni e missili russi raggiungono il profondo ovest dell'Ucraina. Stavolta, i raid di Mosca hanno sterminato una famiglia di quattro persone, tra cui un'adolescente, e colpito le infrastrutture energetiche essenziali con l'inverno alle porte. E hanno sfiorato un treno sul quale viaggiano 110 attivisti pacifisti italiani di ritorno dalla decima missione Mean - Movimento europeo di azione non violenta - partiti da Kiev e diretti al confine polacco. Per loro tanta paura, ma tutti illesi e assistiti dalle ambasciate italiane a Kiev e a Varsavia e dalle autorità ucraine: "Un popolo eroico, amico dell'Italia: saremo sempre vicini all'Ucraina", li ha ringraziati il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha condannato l'ennesima notte di terrore nel suo Paese, prima di lanciare il suo monito ai partner: "Non c'è stata una risposta forte e degna a tutto ciò che sta accadendo", ha affermato. "È esattamente per questo che Putin agisce in questo modo: si limita a prendere in giro l'Occidente".