L’Ucraina si è risvegliata tra le macerie dopo una delle notti più dure dall’inizio dell’invasione. Un’ondata di droni kamikaze e missili balistici russi ha colpito nella notte numerose città del Paese, prendendo di mira in particolare le infrastrutture energetiche e i centri abitati.
A Kiev, la capitale, i raid sono iniziati poco dopo la mezzanotte. Le sirene hanno risuonato senza sosta mentre droni esplosivi colpivano la periferia orientale, danneggiando diversi edifici residenziali. Una successiva raffica di missili ha centrato le centrali elettriche della capitale e quelle di Kaniv e Kremenchuk, provocando blackout diffusi.
Il sindaco Vitali Klitschko ha confermato che “la riva sinistra della città è rimasta completamente senza elettricità”, mentre intere zone hanno registrato interruzioni dell’acqua corrente. Nel distretto di Pechersk, un edificio di 17 piani è stato devastato da un incendio scoppiato dopo l’impatto di un drone. “Diversi appartamenti sono stati danneggiati. Le persone sono state evacuate”, ha riferito il capo dell’Amministrazione militare di Kiev, Tymur Tkachenko.
L’aeronautica ucraina ha riferito su Telegram di un “massiccio attacco russo sulla capitale”, spiegando che “la capitale del Paese è sotto attacco missilistico balistico nemico e un massiccio attacco da parte di droni d'attacco nemici”. Le autorità hanno invitato la popolazione a restare nei rifugi fino al cessato allarme.






