Per la prima volta nella storia le spoglie mortali di San Francesco d’Assisi saranno visibili ai fedeli in un’ostensione pubblica. L’annuncio è stato dato ieri, il giorno della festa del Patrono d’Italia, dalla loggia della piazza inferiore della Basilica, davanti ai molti pellegrini arrivati ad Assisi per l’occasione, alla presenza del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, tra le autorità e i rappresentanti delle istituzioni. Ed eccolo, allora, Giovanni di Pietro di Bernardone di Assisi come ci appare nella sua “prima vita”. Un giovanotto irruente, ama le feste – anzi è spesso lui l’anima delle feste - e il suo sogno è diventare cavaliere.

Pensa di conquistare gloria e fama come uomo d’armi, invece passerà alla storia come santo, profondo innovatore della vita della Chiesa. È piuttosto prestante, ma dopo che avrà deciso di fondare un nuovo ordine e mettere in pratica le sua rigidissima Regola, dopo anni di privazioni, di digiuni, di notti passate all’addiaccio in preghiera, il suo aspetto cambia. Anche il carattere, ma non del tutto. È diventato, nel tempo, l’alfiere della mitezza e del dialogo, il cercatore della pace ad ogni costo, però un certo piglio militaresco rimane sotto la ruvida tonaca. È intransigente e visionario, tenace e allergico ai compromessi. Chi prova a discutere la sua Regola, che ne critica la rigidezza, riceve risposte ben poco concilianti, basta leggere alcune lettere tra il padre fondatore del francescanesimo e i suoi primi discepoli. È capace di sfuriate, anche se passano alla svelta e senza rancori. Del resto, negli anni in cui vive, in quel burrascoso Duecento, bisogna avere una forza d’animo non comune per perseguire i propri ideali, tanto più per chi intende vivere la fede nell’integrità più totale...Se si contemplano i ritratti di lui , ormai per tutti fratello Francesco, si intuisce questa forza.