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Il diritto di sciopero è costituzionalmente garantito e, per un liberale, sacro. L'equivoco, in buona o malafede, è un altro, ovvero non distinguere fra diritto di sciopero e modalità dello sciopero
di Giuseppe Benedetto*
Alcune riflessioni su queste ore pazze che si stanno vivendo in Italia. Sembra quasi che ci vogliamo far del male da soli. Manifestazioni a mezzanotte, scioperi generali improvvisi, devastazione di stazioni e mezzi di trasporto, mi chiedo perché e per cosa. Sgombriamo subito il campo da quella che mi pare una polemica di infimo livello. Alla domanda se si può scioperare, la risposta deve essere semplice: Sì! Il diritto di sciopero è costituzionalmente garantito e, per un liberale, sacro. L'equivoco, in buona o malafede, è un altro, ovvero non distinguere fra diritto di sciopero e modalità dello sciopero. Le modalità sono regolate dalle leggi e le leggi vanno rispettate. Se poi si arriva alla violenza durante le manifestazioni dovremmo tutti essere d'accordo, tranne i violenti, che qualunque tipo di danneggiamento di persone e cose va severamente represso anche nel corso delle stesse manifestazioni. Approfitto di questo spazio per dare la mia piena solidarietà alle forze dell'ordine che in queste ore, da Roma a Milano, da Bologna a Torino, anche in situazioni complesse sono riuscite a garantire con grande professionalità l'ordine pubblico.






