di
Federico Berni
Il comandante della polizia locale da ottobre 2024 parla degli incidenti stradali: «Mettersi alla guida dopo aver bevuto è come sparare ad altezza uomo. Attenzione poi al cellulare e alla velocità nei centri abitati»
Gianluca Mirabelli, comandante della polizia locale da ottobre 2024, parte dagli incidenti stradali. Gli ultimi casi hanno fatto discutere. Prima i bimbi che al volante di un’auto rubata hanno travolto e ucciso Cecilia De Astis; poi il poliziotto fuori servizio che, ubriaco, in via Porpora ha investito Matteo Barone.
Come evitare tragedie sulle strade?«Mettersi alla guida dopo aver bevuto, per esempio, è come sparare ad altezza uomo. Attenzione poi al cellulare, una delle maggiori cause di incidenti. E infine c’è la velocità, soprattutto all’interno dei centri abitati. Se si rispettano i limiti, e comunque si investe un pedone o un ciclista, la percentuale di esito mortale quasi si azzera. Banalità, ma salvano vite e patenti. Ogni caso però è a sé».Cioè?«Penso alla morte di Cecilia De Astis: quello è un fallimento della società. Tre dei quattro minori che erano sull’auto adesso sono in comunità. Spero che vengano recuperati, anche loro sono vittime».A dicembre scorso è entrato in vigore il nuovo codice della strada. Tra le novità, la stretta sui monopattini.«I monopattini sono diminuiti. Sono aumentate molto le sanzioni per guida con cellulare e quelle per guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti».Nell’ultimo anno sono in calo gli incidenti mortali.«È così. Ma la diminuzione dovrà essere confermata sul lungo periodo. Perché, essendo pochi, uno in più o in meno fa fluttuare la statistica. Anche un solo morto sulle strade è troppo».Quanti interventi giornalieri per incidenti fate?«Siamo intorno ai 10-15 di media. In alcuni casi arriviamo a 20, con punte di 22».Tema multe. Quali le maggiori infrazioni?«Il 60/70% delle sanzioni arrivano dalle telecamere e dagli ausiliari del traffico. Quindi eccessi di velocità e sosta selvaggia. La polizia locale oggi si occupa prevalentemente di rimozioni, soste su passi carrai e su stalli per disabili. Le contestazioni, per esempio, per parcheggi su strisce blu e gialle vengono emesse sì da un’area della nostra direzione, ma non sono fatte dall’agente».Il motivo?«Ciò che riguarda contestazioni e norme di comportamento ce lo teniamo stretto. Ma preferisco controllare un solo ubriaco alla guida rispetto a emettere cento multe per sosta vietata».A metà settembre si è chiuso il bando per 15 nuovi agenti. Com’è andata?«Sold out. In due anni e mezzo abbiamo assunto 1.200 agenti. L’età media è bassa. Quando sono entrato io, in un altro contesto, si facevano tre interventi a turno. Oggi si arriva anche a 15 chiamate. Abbiamo assunto da poco cento allievi che hanno iniziato il corso di formazione. A dicembre saranno in strada».Il suo obiettivo è avere 3.350 vigili entro il 2027.«Sarà così. Ora siamo a poco meno di 3.200. Questi numeri ci hanno permesso di raddoppiare gli equipaggi. A ottobre di un anno fa erano 50-60 per turno. Adesso sono 100 e a dicembre saranno 120. Durante la notte ci fermavamo a 3 pattuglie. Ora ne contiamo tra le 9 e le 12».Milano d’estate è bersagliata da ladri di orologi. Anche voi avete arrestato un rapinatore di un Richard Mille da 300 mila euro. Che idea s’è fatto del fenomeno?«Milano è una città ricca ed è ovvio che in estate aumentino certi furti, con la crescita di turisti. Lo sappiamo e, con la regia del prefetto, tutte le forze dell’ordine hanno avviato servizi contro i reati predatori. I nostri interventi di iniziativa sono aumentati del 75 per cento e nell’anno il numero degli arresti è triplicato».Mercoledì ha festeggiato un anno da comandante dei «ghisa». Qual è l’immagine che le viene in mente?«È una domanda che mi sono fatto anch’io e la risposta è sempre la stessa: mi ricordo quando mi ha chiamato il sindaco Beppe Sala».E se pensa al futuro?«Voglio dedicarmi di più alle mie bambine».Anche se arriveranno poi le Olimpiadi…«Sono tranquillo. Abbiamo sulle spalle l’esperienza dell’Expo del 2015».







