CORTINA - Fine settembre, primo giorno di autunno, ma imprudenza e impreparazione in montagna continuano ad essere all'ordine del giorno. A nulla servono le avvertenze degli esperti per mettere in guardia improvvidi gitanti convinti che salire in quota sia come fare una passeggiata sulla spiaggia a Jesolo. Così lunedì 22 settembre una coppia di turisti francesi salita al lago del Sorapis dal sentiero più conosciuto, quello che inizia al Passo Tre Croci, ha poi deciso, dato l'affollamento di persone, di rientrare a valle da un altro itinerario, quello che sale alla Forcella Punta Nera e poi scende verso Forcella Faloria. Un itinerario ripido, che presenta un discreto dislivello e un tratto di ferratina, richiede piede fermo, allenamento, confidenza con gli strapiombi e soprattutto un equipaggiamento adeguato.

Partiti dal lago e arrivati sotto Punta Nera, i due hanno però perso la traccia e hanno chiesto aiuto. Messi in contatto telefonico nel tardo pomeriggio con il Soccorso alpino di Cortina, dopo averne individuato la posizione, l'uomo e la donna sono stati guidati sul percorso corretto, da dove però - ormai sfiniti dalla stanchezza, senza pila, abbigliamento e attrezzature adeguati, lei impaurita - non sono più stati in grado di avanzare, complice anche la presenza della nebbia. Una squadra è salita in jeep ai Tondi del Faloria, per poi proseguire a piedi e raggiungerli in una mezz'ora. I soccorritori hanno quindi assicurato entrambi a loro con una breve corda, li hanno riaccompagnati fino al mezzo e da lì alla loro auto. L'intervento si è concluso alle 22.30 circa e conferma una volta di più che prima di intraprendere qualsiasi escursione in quota è necessario verificarne le caratteristiche e adeguarle alle proprie capacità. Prioprio nei giorni scorsi Ulss e Suem hanno reso noti i dati relativi algi interventi eseguiti da giugno al 21 settembre e la gran parte dei casi riguarda persone tratte in salvo dopo aver chiamato aiuto per stanchezza e incapacità di proseguire anche per l'abbigliamento inadeguato.