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Redazione Sport

Il tedesco, numero 3 del mondo, contro i direttori dei tornei dopo la vittoria al primo turno di Shanghai: «Odio quando la velocità è la stessa ovunque»

Vittoria e polemica. Sascha Zverev non le manda a dire dopo la vittoria all'esordio nel Masters-1000 di Shanghai contro il francese Valentin Royer, con il punteggio di 6-4 6-4. Nell'intervista post partita, direttamente in campo, il tedesco si è lamentato delle condizioni del terreno di gioco: ormai omologate ovunque, il che favorisce Sinner e Alcaraz. Questo è il succo del discorso del numero 3 del mondo, lontano anni luce dai primi due giocatori della classifica.

«Odio quando la velocità del campo è la stessa ovunque. So che i direttori dei tornei si stanno muovendo in questa direzione perché ovviamente vogliono che Sinner e Alcaraz vincano in ogni torneo...». Una sorta di complotto, secondo Zverev. Che prosegue: «Abbiamo sempre avuto superfici diverse: non si poteva giocare lo stesso tennis allo stesso modo su erba, cemento e terra battuta. Oggi si può giocare quasi allo stesso modo su ogni superficie». Un concetto simile era stato espresso anche da Roger Federer, che al podcast di Andy Roddick («Served») aveva detto: «I direttori dei tornei pensano: "Preferisco avere Sinner e Alcaraz in finale, sai?". Ai miei tempi tutti giocavano sulla superficie che preferivano, ora invece in tutti i tornei si gioca in maniera simile». In conferenza stampa, Sinner ha brevemente replicato a Zverev: «I campi non li facciamo io e Carlos».