Prima le foto, diventate subito virali, con la kefiah legata intorno al collo. Poi i graffiti con la vernice spray: è stata imbrattata la statua di papa Giovanni Paolo II situata in piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini di Roma. Sul monumento, all’interno del mantello, è comparsa la scritta “fascista di m...” accompagnata dal simbolo della falce e martello, tracciati con vernice spray nera. L’atto vandalico è stato scoperto dai carabinieri dopo il presidio pro-Palestina dello scorso 26 settembre. Le forze dell’ordine hanno subito avviato le procedure per la rimozione delle scritte.
L’episodio ha fornito l’occasione alla premier Giorgia Meloni per attaccare i partecipanti ai cortei di venerdì: “Dicono di scendere in piazza per la pace, ma poi oltraggiano la memoria di un uomo che della pace è stato un vero difensore e costruttore”, ha dichiarato la presidente del Consiglio. “Un atto indegno commesso da persone obnubilate dall'ideologia, che dimostrano totale ignoranza per la storia e i suoi protagonisti”.
La storia travagliata del monumento a Giovanni Paolo II
Non sembra trovare pace il monumento a papa Wojtyla, firmato dallo scultore Oliviero Rainaldi e intitolato "Conversazioni". Omaggio a Giovanni Paolo II. Inaugurata nel maggio del 2011 – donata al Comune dalla fondazione Silvana Paolini Angelucci – la statua scatenò subito accese polemiche, con tanto di stroncatura sulle pagine dell’Osservatore Romano, che parlò di “un enorme monumento indistinto”, che peccava di “scarsa riconoscibilità”, e di un risultato complessivamente “non all'altezza dell'intento”. Non piacque nemmeno l’espressione corrucciata del volto, che secondo qualcuno assomigliava più a quello di Mussolini.










