Benidorm, la celebre località costiera della Comunità Valenciana, non è soltanto una delle capitali turistiche della Spagna, ma addirittura l’antesignana dello stesso modello di industria dell’ospitalità del Paese iberico, quello capace di regalargli il secondo posto nel ranking degli arrivi internazionali, dietro alla Franca. Ma quello che non tutti ricordano, è che quel modello stesso di turismo di massa nacque sotto la dittatura di Francisco Franco, e che fu lo stesso dittatore a contribuire a plasmarlo, merito anche dei benefici in termini di rimodellamento dell’immagine e di introduzione di valuta estera che Madrid riuscì a ricavarne in quegli anni Sessanta e inizio Settanta che non la vedevano ai vertici del gradimento della comunità internazionale.
Ora, a 50 anni (novembre) dalla scomparsa del dittatore, e con le proteste contro l’overtourism che divampano in molte delle altre capitali del business della vacanza del Paese – da Barcellona alle Baleari, fino alla Costa del Sol e alle Canarie – il comune della Costa Blanca rimane aggrappata al suo modello fatto di grattacieli e pacchetti vacanze e neppure rinnega il più che controverso mecenate.
(afp)
"Qui non ci sono fabbriche di automobili, né fabbriche di sapone. Quello che abbiamo è una fabbrica di hotel, ristoranti e attività commerciali che rendono felici i nostri visitatori", racconta all’agenzia di stampa France presse Ángela Barceló, 72 anni, proprietaria dell'hôtel Les Dunes. Un albergo che fu aperto da sua nonna nel 1957, quando ancora le donne spagnole avevano bisogno del permesso del marito per aprire un conto bancario.






