Stavano demolendo un'autovettura con l'impianto gpl e la bombola è scoppiata pochi minuti dopo che avevano aperto il vano del bagagliaio. Questa una prima ricostruzione dell'esplosione in cui sono rimasti feriti tre operai ucraini che lavorano alla Mototecno, officina di autodemolizioni a Pomigliano d'Arco. Due, di 29 e 31 anni, sono ora ricoverati per le ustioni al Cardarelli, uno è in pericolo di vita, l’altro in prognosi riservata. Il terzo ha riportato solo ferite leggere e soltanto per precauzione è stato trasportato all'Ospedale del Mare. Sarà dimesso in giornata.
Erano le 9.30 circa di oggi quando è avvenuto l'incidente, l'ennesimo sul lavoro in Campania. Gli operai avevano da poco cominciato il turno, nell'autofficina in via San Giusto, quando è avvenuta l'esplosione. Le cause precise dello scoppio sono in fase di accertamento dai vigili del fuoco, accorsi insieme ai carabinieri della stazione di Pomigliano d'Arco e della compagnia di Castello di Cisterna. Una delle ipotesi è che la bombola fosse aperta, ma non è escluso il malfunzionamento dell'impianto.
"Una tragedia, qui siamo una famiglia. È stato un incidente imprevedibile, i tre operai sono con me da anni. Sono sconvolto". Così Eugenio Di Vaio, uno dei titolari di Motortecno. I tre, ha spiegato Di Vaio che è stato tra i primi a soccorrere gli operai, sono assunti con regolare contratto di lavoro. "Non so ancora cosa sia successo - ha aggiunto - uno degli operai è stato investito dalle fiamme, ed è rimasto gravemente ustionato. Ma era cosciente, mi ha parlato". I tre operai vivono a Casalnuovo di Napoli, a poca distanza dall'officina.







