GERUSALEMME. Hamas ha risposto al piano di Trump per la fine della guerra a Gaza, accettando di rilasciare tutti gli ostaggi nelle modalità richieste ma chiedendo ulteriori negoziati. In un documento diffuso su Telegram, il gruppo che controlla Gaza ha detto di accettare di rilasciare i prigionieri israeliani, vivi e morti, secondo il piano presentato a Washington lunedì scorso, per far sì che finisca la guerra. Hamas si dice anche pronta a cedere l’amministrazione di Gaza a un corpo indipendente di tecnocrati palestinesi, «basato sul consenso nazionale palestinese e il supporto arabo e islamico». «Credo che siano pronti per una pace duratura. Israele deve immediatamente fermare i bombardamenti su Gaza, così da poter liberare gli ostaggi in modo sicuro e rapido! In questo momento è troppo pericoloso farlo. Siamo già in discussione sui dettagli da definire. Non si tratta solo di Gaza, si tratta della pace tanto attesa in Medio Oriente», è stata la replica postata da Trump su Truth, assieme al testo della comunicato di Hamas. Una reazione, riferisce Axios, che ha invece «sorpreso» Netanyhau che avrebbe letto nella risposta di Hamas un rifiuto del piano. Un funzionario del gruppo che controlla Gaza, intervistato da Al Jazeera, ha comunque definito «irrealistica e teorica» la possibilità che i 48 ostaggi vengano rilasciati in 72 ore. Come è scritto nel messaggio social, «in questo contesto, il movimento afferma la sua prontezza a entrare immediatamente in negoziazioni attraverso i mediatori per discutere i dettagli di questo accordo». Nessun riferimento alle altre clausole contenute nel piano di venti punti presentato da Trump e approvato da Netanyahu, con il benestare dei paesi arabi. Soprattutto nessuna parola sulla questione del disarmo del gruppo islamista e dell'intera Striscia. La sensazione è che Hamas voglia prendere tempo, considerando che il piano è stato più volte definito non emendabile e ieri il presidente americano aveva dato un nuovo ultimatum: un sì entro le 18 americane, mezzanotte in Italia, per accettare in toto il documento o sarebbe stato «l’inferno» sarebbe piombato su Gaza. Ma Hamas nel suo messaggio è chiara: «Le altre questioni menzionate nella proposta del presidente Trump riguardanti il futuro della Striscia di Gaza e del legittimo diritto del popolo palestinese, sono collegati a una posizione nazionale unitaria e alle leggi e risoluzioni internazionali pertinenti». E queste questioni saranno affrontate attraverso «un quadro nazionale palestinese completo, in cui Hamas parteciperà e contribuirà responsabilmente». Parole che fanno pensare che il gruppo di Gaza non abbia intenzione di mollare totalmente la presa nella politica palestinese, una condizione essenziale per Israele. Difficile che ci possa essere una mediazione su disarmo del gruppo e degli altri della Striscia oltre al coinvolgimento di Hamas politicamente.
Hamas: “Pronti a liberare gli ostaggi ma serve più tempo”. Trump: “Israele stoppi subito i bombardamenti su Gaza”
Nella risposta al piano Usa il gruppo loda gli «sforzi per la pace». Trump: «Israele fermi subito le bombe». Bibi «sorpreso»










