È morto improvvisamente Remo Girone nella sua casa del Principato di Monaco dove viveva con la moglie, l’attrice argentina Victoria Zinny sposata nel 1982. Nato ad Asmara da genitori emigrati in Eritrea, iniziò giovanissimo nel teatro, per poi diplomarsi all’Accademia “Silvio d’Amico” e farsi notare sul grande schermo con registi come Marco Bellocchio e Miklós Jancsó. Con lui se ne va una delle figure più iconiche della televisione e del cinema italiano, ma soprattutto un artista che ha saputo unire popolarità e profondità interpretativa. La sua consacrazione definitiva presso il grande pubblico arriva nel 1987, quando presta volto, voce e sguardo glaciale a Gaetano "Tano" Cariddi, il ragioniere corrotto e spietato de La Piovra, lo sceneggiato della Rai diretto da Luigi Perelli, simbolo della connivenza tra mafia e finanza. Un personaggio destinato a entrare nella storia della televisione, capace di trasformarlo in un'icona indelebile per generazioni di spettatori. Ma la sua carriera spaziò dal cinema d’autore al teatro classico, con interpretazioni premiate di Čechov, fino al doppiaggio come per Pocahontas e Le crociate – Kingdom of Heaven. Al cinema, Girone alternò con disinvoltura produzioni italiane e internazionali, collaborando con registi come Ettore Scola (Il viaggio di Capitan Fracassa), Peter Greenaway, Tom Tykwer e Krzysztof Zanussi. Negli ultimi anni aveva trovato nuova linfa in ruoli di respiro globale: è stato Enzo Ferrari in Le Mans '66 - La grande sfida accanto a Christian Bale e Matt Damon, ed è apparso in The Equalizer 3 di Antoine Fuqua, al fianco di Denzel Washington. Anche la televisione ha continuato a chiamarlo in ruoli di spessore: da Il Grande Torino a Diritto di difesa, fino alle recenti serie Vostro Onore ed Everybody Loves Diamonds.