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Redazione Online

La sentenza «per mandare un messaggio sia agli autori degli abusi che alle vittime», ha spiegato il giudice. L'accusa aveva chiesto 11 anni

Sean «Diddy» Combs, 55 anni, è stato condannato dal tribunale di New York a quattro anni e due mesi per reati legati alla prostituzione. Prima della sentenza aveva chiesto clemenza al giudice Arun Subramanian, dicendo: «La vecchia versione di me è morta in prigione, ora sono rinato».Ma il verdetto non è stato al favore del rapper. Nessuno gli ha creduto. Il giudice, i giornalisti, il pubblico che ha riempito la sala del tribunale di Manhattan. Puff Diddy, producer e star dell'hiphop, diventa ufficialmente il simbolo della complessità morale della fama.

Già a luglio era stato condannato per avere trasportato in aereo per il Paese una serie persone per incontri sessuali, tra cui le sue fidanzate e alcune prostitute. La condanna ricevuta solo per le accuse meno gravi, mentre per quelle più pesanti, ossia traffico di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale e frode - per i quali avrebbe potuto prendere l'ergastolo - era stato assolto.