NEW YORK – Ha nascosto la faccia tra le mani e ha pianto, Sean Combs, nella speranza di convincere il giudice Arun Subramanian che "il vecchio me è morto in carcere, e una nuova versione è rinata". “Diddy”, come lo conoscono i suoi fans, è stato condannato a 4 anni e due mesi per aver promosso la prostituzione, trasportando le vittime attraverso i confini di vari stati.
Nonostante le lacrime, il magistrato già all’inizio dell’ultima giornata del processo contro il cantante, aveva lasciato intendere di credere ai procuratori e considerare provate le accuse contro di lui.
"Diddy" era stato accusato dall’ex fidanzata Cassie Ventura di aver abusato di lei, costretta a rapporti con sconosciuti. Tutto il mondo ha visto il video di lui che la prendeva a calci nel corridoio di un albergo. Altre donne hanno denunciato di essere state stuprate. Combs ha evitato le incriminazioni più gravi che lo avrebbero potuto condannare all’ergastolo, ma è stato processato per due capi d’accusa di favoreggiamento della prostituzione.
Oggi la procuratrice Christy Slavik aveva chiesto una condanna a 11 anni di carcere, perché non è pentito e ha dimostrato "il massimo dell’arroganza", programmando un discorso a Miami la settimana prossima, come se fosse sicuro di essere assolto.













