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Venerdì e sabato in Cechia ci sono le elezioni parlamentari ed è favorito il partito sovranista dell’ex primo ministro Andrej Babiš. È stato in carica dal 2017 al 2021 ma non è mai uscito di scena, al contrario: è tutt’oggi il politico più noto e più divisivo del paese. Nel 2023 si era candidato alle presidenziali, perdendole al ballottaggio. Stavolta invece ha buone possibilità di tornare al governo.

Babiš ha 71 anni e nella sua carriera è stato paragonato a Silvio Berlusconi (in passato) e a Donald Trump (oggi): un po’ perché è un miliardario con uno stile populista entrato in politica anche per tutelare il suo impero economico; un po’ per i processi e le accuse di conflitto d’interessi. Gli accostamenti a Trump sono particolarmente azzeccati: negli ultimi anni Babiš, oltre a copiargli i cappellini rossi, ha estremizzato le sue posizioni spostandole sempre più a destra.

Per dare un’idea: fino alla scorsa legislatura del Parlamento Europeo il partito di Babiš, Azione dei cittadini insoddisfatti (ANO), faceva parte dei centristi di Renew. In questa è stato tra i fondatori dei Patrioti per l’Europa, il gruppo di estrema destra del primo ministro ungherese Viktor Orbán, con cui Babiš ha ottimi rapporti (a differenza del governo ceco uscente). Di Patrioti per l’Europa fanno parte anche il partito di estrema destra francese Rassemblement National, Vox in Spagna e la Lega in Italia.