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Da giovedì le oltre 400 persone che erano a bordo delle barche della Global Sumud Flotilla intercettate in acque internazionali dai militari israeliani sono detenute in Israele. Tra loro ci sono anche circa 40 cittadini italiani. Nelle prossime ore dovranno dire se accettano l’espulsione volontaria o no: saranno comunque rimpatriati nei prossimi giorni. Non è però ancora chiaro come sarà trattato chi aveva partecipato a precedenti missioni per forzare il blocco navale della Striscia di Gaza ed era già stato arrestato da Israele.

Dopo l’abbordaggio delle barche, cominciato mercoledì sera e finito giovedì a metà giornata, attivisti e attiviste, politici e giornalisti che erano a bordo sono stati portati dalla marina militare al porto di Ashdod, una città israeliana a sud di Tel Aviv e a circa 40 chilometri dalla Striscia di Gaza, dove sono stati identificati dalle autorità israeliane. Da qui saranno trasferiti in una prigione ad alta sicurezza, quella di Ketziot, nel deserto del Negev nel sud di Israele, che è nota per le condizioni di detenzione particolarmente dure.

Il senatore del Movimento 5 Stelle Marco Croatti, l’europarlamentare del PD Annalisa Corrado, il deputato del PD Arturo Scotto e l’europarlamentare di Europa Verde Benedetta Scuderi sono stati liberati venerdì mattina, e poi da Tel Aviv sono stati fatti tornare in Italia con un aereo di linea.