Patuelli (Abi) e Signorini (Bankitalia): "L’America non sta rispettando le regole"
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Su Basilea III «Vedo con preoccupazione il disimpegno degli Usa dagli impegni precedentemente assunti». L'allarme arriva dal presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, che ha preso parola ieri durante la Giornata del Credito per denunciare la spinta alla deregolamentazione dell'amministrazione Trump negli Stati Uniti. Il problema è che, una politica meno prudente sugli accantonamenti, potrebbe rendere più competitivo il sistema bancario Usa rispetto a quello europeo, ma lo renderebbe anche pericolosamente più vulnerabile agli shock. A quel punto, crisi della Lehman Brothers insegna, sarebbero dolori anche per l'Europa. L'allarme di Patuelli è stato condiviso anche dal direttore generale di Bankitalia, Luigi Federico Signorini il quale ha spronato l'Europa ad assumere sempre più una propria autonomia strategica accelerando il processo d'integrazione anche sul fronte della finanza: «L'obiettivo è abbattere le residue barriere alle attività transfrontaliere» delle banche in Europa, ha osservato Signorini il quale ha aggiunto come «l'unione bancaria non sia ancora completa» e tra i punti ancora «irrisolti, oltre a un quadro più efficace di gestione delle crisi delle banche di piccole e medie dimensioni», «vi è anche l'annosa questione di un sistema comune di garanzia dei depositi». Il presidente dell'Abi Patuelli, pur rallegrandosi per il rating più consono all'Italia dopo la promozione di Fitch, ha detto che tra le agenzie di rating ci sono «troppe disparità di valutazione che ci penalizzano e che favoriscono la valutazione di altri Paesi». ma sono contento che abbiano migliorato sensibilmente la valutazione sull'Italia». Intanto, è notizia di ieri che i top manager dei principali istituti saranno di scena nella commissione d'inchiesta sul sistema bancario in Senato: l'ad di Mps, Luigi Lovaglio, parlerà il 9 ottobre, l'ad di Unicredit Andrea Orcel il 27 novembre, mentre l'11 dicembre sarà il turno di Giuseppe Castagna, numero uno di Banco Bpm.Riguardo il contributo alla manovra delle banche, Patuelli ha ricordato di avere già in vigore con le istituzioni «un accordo biennale di anticipazione di liquidità con rinvio di crediti fiscali», tuttavia ha ribadito che le banche sono «interlocutori disponibili al confronto». L'Abi vede, dopo un 2025 di transizione, un 2026 e 2027 ricchi di sfide «caratterizzate dai rischi dell'export dovuti ai dazi».






