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Alessandra Muglia

Il «Trump dell'Est» vuole ridurre gli aiuti all'Ucraina. Era stato travolto da accuse di conflitto di interesse e frode nel suo precedente mandato da premier. Le stesse che potrebbero indurre il presidente Pavel a fermare il suo ritorno al governo in caso di vittoria

L’ultimo scossone alla compattezza dell’Europa potrebbe arrivare da Praga e dintorni: tra venerdì pomeriggio e sabato mattina milioni di persone sono attese alle urne in Repubblica Ceca per le elezioni parlamentari che rischiano di privare l’Ucraina di un fedele sostenitore e di allontanare un altro Paese dal mainstream europeo, sulla scia di Ungheria e Slovacchia.

Strafavorito è infatti il tycoon miliardario Andrej Babis, co-fondatore con Orbán del gruppo «Patrioti» all’Europarlamento. Il suo partito populista, Ano - Azione per i Cittadini Scontenti – è da tempo in pole position, davanti di dieci punti nei sondaggi rispetto alla coalizione di centro destra che lo aveva sconfitto quattro anni fa: Spolu (Insieme), l’alleanza atlantista e neoliberista guidata dal premier Petr Fiala.