“C’è stato un qui pro quo e la barca era rimasta momentaneamente nel porto. Dopo la presentazione dei palinsesti, grazie ai dirigenti, hanno pensato bene di dargli il varo. Secondo me meritava una seconda edizione”, racconta Piero Chiambretti a FqMagazine. Lunedì 6 ottobre alle 20.15 “Fin che la barca va” tornerà in onda nell’access prime time di Rai3, reduce dal buon 5% di share della prima edizione e con un passaggio sotto Rai Cultura.

Cosa dobbiamo aspettarci?

“Il programma avrà pochissime novità, è andato in onda solo venticinque puntate, non ha bisogno di grandi variazioni. Al di là di piccoli ritocchi alla grafica, alla musica e al percorso, la differenza la fanno le domande e le risposte. Navigheremo sull’attualità del giorno e della notte, adattandoci alle situazioni cupe, gotiche, medievali e tragicomiche che viviamo tutti i giorni, ormai da anni, con le guerre in corso”.

In tv ci sono interviste dalla mattina alla notte, non teme l’effetto fotocopia?

“Ognuno ha il proprio X Factor, un modo di fare fortunatamente diverso. Il nostro genere è il tour show ma soprattutto l’infotainment. La scenografia non è di cartone ma è Roma di notte, c’è l’imprevedibilità delle domande e anche quella del meteo. Siamo fuori dallo studio, tornando alla Rai che ho navigato in tempi gloriosi”.