Quel 10 dicembre 2023 i passeggeri del treno Fs alta velocità partito da Lecce e diretto a Venezia se lo ricordano bene. Perché alle 19.52 il treno andava a singhiozzo nei pressi di Faenza: rallentò otto volte perché lo frenò il sistema di sicurezza centrale ma subito dopo riprendeva la marcia perché la velocità nella locomotrice era rimasta impostata a 175 chilometri orari. Si fermò in salita e scivolò all’indietro per 880 metri, andando a sbattere con la locomotiva di coda di un altro treno fermo al posto di blocco. Ne seguì il trasbordo di 418 passeggeri, sette furono portati al pronto soccorso e due restarono ricoverati in ospedale per accertamenti. Fs mise a disposizione 28 taxi e due pernottamenti in hotel, pagando le spese. La linea rimase bloccata fino a mezzogiorno del giorno successivo e il bilancio dell’incidente fu di 31 treni coinvolti, tre cancellati, 19 deviati, una media di ritardo di 121 minuti e un ritardo complessivo di 3.763 minuti (63 ore).
Treni, il macchinista cocainomane licenziato: «Tanti fanno uso di droghe, non sono un caso isolato e le Ferrovie lo sanno»
Dichiarazione choc del dipendente coinvolto nell’incidente ferroviario del 2023 in Romagna: «L'uso di sostanze stupefacenti? Non è un caso isolato»
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