Gaza, campo largo mutilato
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L’assalto ai cantieri del tram a Bologna ieri notte, dopo il tentativo di entrare in stazione
eNicoletta Tempera
La violenza in nome della pace. E una città ostaggio della contestazione, sulla carta mossa in nome del sostegno agli equipaggi della Global Sumud Flotilla. Nella realtà, animata dall’obiettivo del disordine sociale. Concretizzato con la pretesa di prendere, a tutti i costi, la stazione. Da quando gli equipaggi della missione diretta a Gaza sono stati fermati dalla marina israeliana, la stazione di Bologna è diventata terreno di scontro costante tra studenti, antagonisti, anarchici e forze dell’ordine. Dopo un primo assalto nella notte tra mercoledì e giovedì, di nuovo ieri per ben due volte piazza delle Medaglie d’Oro e via de’ Carracci (dove si trova l’accesso all’Alta Velocità) hanno visto i manifestanti tentare di raggiungere i binari. Scontrandosi sempre con la risposta delle forze dell’ordine. In serata, i momenti peggiori, con piazza Medaglie d’Oro immersa in un’unica nuvola di fumo grigio e irrespirabile e frastornata dal rumore delle esplosioni. Nel tentativo di raggiungere i binari, alcune centinaia di esponenti dei collettivi e anarchici sono entrati all’interno di un fast food devastandolo. Divelti semafori, bidoni, cartelli stradali, danneggiate biciclette e monopattini a noleggio, usati come barriere stradali. Agli agenti è stato tirato di tutto, sassi, fumogeni, cestini dell’immondizia, pietre e materiale ricavato dai cantieri del tram. Sui muri scritte contro la Meloni e il governo. Ma non era ancora finita: nella notte, a prendere la testa della frangia violenta, sono stati una trentina di ’maranza’, che hanno messo a ferro e fuoco tutta l’area davanti alla stazione, mentre anarchici e collettivi si disperdevano. Devastazione totale: un tratto del cantiere del tram in via Indipendenza è stato distrutto, a fuoco il tendone della Festa del libro in Piazza XX settembre.