Il promemoria laico per la pace
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Lo striscione “7 ottobre giornata della resistenza palestinese”
Roma, 5 ottobre 2025 – Quella statua in piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, finora era stata al centro di polemiche quasi solo perché, a detta di molti, anche se non soprattutto nel mondo cattolico, è “brutta”. Eppure ieri il monumento a Giovanni Paolo II – che ufficialmente si chiama “Conversazioni“ e pare una tenda o una campana – è diventato il nuovo parafulmine di un dibattito sempre più acceso su quello che il centrodestra di governo qualifica, fuori discussione, come “clima d’odio”, accusa che l’opposizione immancabilmente respinge al mittente.
Una scritta (“fascista di m...”), accompagnata da una falce e martello che certamente stride accanto al pontefice che dell’anticomunismo fece una delle sue cifre distintive. E da lì, per tutta la giornata, quasi a fare da contraltare alle immagini del corteo pro Gaza prima e degli scontri dopo, una valanga di dichiarazioni rabbiose dal centrodestra. “Atto indegno, dicono di scendere in piazza per la pace, ma poi oltraggiano la memoria di un uomo che della pace è stato un vero difensore e costruttore”, tuona la premier Giorgia Meloni.