«La critica legittima è una cosa. Ma quando si arriva alla campagna d’odio e alle minacce di morte...». Alla fine Beatrice Venezi, bersaglio di contestazioni aspre per la sua nomina a «direttore», al maschile, come ama essere chiamata, dell’orchestra de La Fenice, ha chiamato lei, Giulia Bongiorno: penalista e presidente della commissione Giustizia del Senato, da sempre schierata a fianco dei diritti delle donne, con iniziative legislative come il «codice rosso» contro i femminicidi. E lei non ha dubbi: «Le critiche vanno bene se basate su fatti oggettivi. Ma qui, tante volte, mi sembra che si parta da forti pregiudizi. E siccome si è andati molto, ma molto oltre, valuteremo anche i danni».