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Davide Stoppini

La formazione di Gasperini perde la seconda partita del maxi-girone con il rimpianto di un incredibile triplo errore dal dischetto

ROMA E quando pensi di averle viste tutte, ecco qui un 2 ottobre che resterà a lungo nella memoria. Non per il livello di partita, neppure per la vittoria del Lilla che mette a nudo più di qualche limite della Roma che i risultati fin qui avevano nascosto. Ma per quanto accaduto tra il 37’ e il 39’ del secondo tempo: è qui che la realtà ha superato la fantasia. La Roma ha sui piedi il pallone del pareggio, dopo che il Var ha convinto il modesto arbitro belga Lambrechts a concedere il rigore per un fallo di mano di Mandi su colpo di testa di Celik: palla a Dovbyk, parata di Ozer, ma l’arbitro fa ripetere perché almeno due difensori del Lilla son entrati prima del fischio in area. Riecco Dovbyk dagli 11 metri, sinistro inguardabile e altra parata di Ozer. Ma non è finita: l’arbitro fa ripetere ancora, perché lo stesso portiere del Lilla si è mosso in anticipo. La Roma allora cambia rigorista: ecco Soulé, altro mancino e terza parata di Ozer (anche se statisticamente ne va contata solo una), che stavolta è quella buona.

«Una cosa simile non mi era mai capitata», ha commentato Gasperini. Che però ha di che preoccuparsi. Perché se con il Verona le parate di Svilar e gli errori di Orban avevano risolto i guai, stasera il Lilla è passato con merito all’Olimpico. Merito del gol dopo 6’ di un ottimo Haraldsson e di una linea di trequartisti del 4-2-3-1 che hanno messo in grande difficoltà la Roma. Hanno fallito tutti i centravanti in campo: tra i giallorossi Ferguson e il già citato Dovbyk, nel Lilla decisamente in ombra Giroud. Il guaio, per Gasp, è che la sua squadra non ha mai realmente dato la sensazione di essere pericolosa: l’unica vera chance, al netto del triplo rigore fallito, è arrivata al 36’ del primo tempo in mischia, coinvolti Tsimikas, Soulé ed El Aynaoui. Poco ha funzionato il turnover, stavolta. Neppure il cambio tattico, con Pellegrini prima centrale e poi esterno. E in generale la riconquista alta del pallone s’è vista poco. La qualificazione in Europa League è tutta da conquistare.