(di Chiara Venuto) Pablo Picasso tra amori, amici, suggestioni. La nuova mostra dedicata al maestro spagnolo, al Museo Storico della Fanteria di Roma, racconta l'artista e l'uomo non solo attraverso le sue opere, ma pure con scatti e dipinti di chi a lui è stato vicino. Per un totale di 107 creazioni provenienti da collezioni private italiane e internazionali. "Una mostra che nei secoli scorsi si chiamava 'di gabinetto', piccola o media ma dove invece di mostrare le meraviglie e le rarità della natura, si mostrano i diversi registri creativi del Maestro", scrive Joan Abellò, curatore della mostra con Marco Ancora e Carlotta Muiños. "Qui - aggiunge - è possibile capire l'uomo e anche l'artista e poter, ulteriormente, leggere le opere di Pablo Picasso". Visitabile dal 4 ottobre al 25 gennaio 2026, l'esposizione si divide in sei sezioni e parte proprio con un dipinto che non è di Picasso. Si tratta di un'opera ritrovata, 'Donna che fuma', attribuita alla prima compagna del pittore, Fernande Olivier, con cui condivise il periodo bohémien e la povertà dei primi anni a Parigi. La prima sala, intitolata proprio 'Picasso, gli amici, le donne', è un primo tuffo in un'esposizione quasi "raccontata" da altri, dove non esiste solo Picasso, ma anche la sua influenza e il modo in cui i suoi cari lo osservavano. In questa parte ci sono 17 opere tra cui 12 incisioni ad acquatinta della serie 'Sable Mouvant' (Reproduction after a work) realizzate nel 1966 da Picasso per illustrare il testo del poeta Pierre Reverdy. Poi, un tuffo nella parte sperimentale della carriera dello spagnolo, con 'I linoleum, una nuova scoperta'. Qui si trovano i lavori di linoleografia nella variante a forma persa di Picasso: sono 20 gli esemplari presenti, raramente inclusi in esposizioni. Mentre la terza parte è dedicata a 'Le Tricorne', ossia alle ispirazioni artistiche che Picasso trasse dai Balletti Russi dal 1917, realizzando anche riproduzioni dei 24 disegni (Reproduction after a work) per il balletto spagnolo 'Le Tricorne'. In 'Ultimo periodo: Côte d'Azur, foto e mostre', oltre ai manifesti di alcune delle esposizioni di Picasso, ci sono gli scatti dei suoi amici fotografi Edward Quinn e André Villers, che immortalarono la sua quotidianità familiare. Mentre nella quinta sezione c'è il facsimile (1917) dei 'Carnet de la Coruña', con disegni dell'autore risalenti a quando aveva 13-14 anni. Nel sesto nucleo, infine, litografie anni '40 e otto esemplari della sua produzione in ceramica negli anni '50, nata da una visita alla mostra di ceramiche di Vallauris, in Costa Azzurra. Lì Picasso si innamorò delle ceramiche Madoura, e nel laboratorio di Suzanne e Georges Ramié finì per realizzare centinaia di pezzi. La mostra, aperta tutti i giorni e accompagnata da un'altra esposizione su Gauguin nello stesso museo, non contiene nessuna opera proveniente dalla collezione privata italiana coinvolta nelle indagini sul caso di Parma, dove i Carabinieri hanno sequestrato 18 pezzi in un'esposizione organizzata dalla stessa azienda - Navigare Srl - attribuiti a Salvador Dalì ma ritenuti falsi.