«Siamo circondati da oltre 20 barche di soldati, ci hanno intimato di fermarci. Le nostre radio non funzionano più, è stato cancellato il sistema di navigazione. Venti motovedette armate con cannoni e fucili automatici a prua che si muovono a luci spente». È l’ultimo messaggio di Abderrahamane Amajou, 38 anni, affidato al profilo instagram di ActionAid Italia, di cui è presidente dallo scorso giugno. Era anche lui sulla Flottilla, a bordo dell’imbarcazione Paola 1, da ore però si sono perse le sue tracce. Probabilmente arrestato dalle autorità israeliane come molti altri componenti della spedizione. Amajou è cittadino italiano dal 2011 e in passato è stato consigliere comunale a Bra, nel Cuneese.

L'ultimo messaggio di Abderrahmane Amajou

«Se vedete questo messaggio è perché sono stato rapito contro la mia volontà dalle forze israeliane» aveva affermato in un altro video affidato ai social, quando la Flotilla era ripartita dopo i droni israeliani.

Nei giorni scorsi Amajou si era filmato in partenza dal porto di Catania, spiegando in un video: «Oggi ho scelto di imbarcarmi con la Global Sumud Flotilla. Non è un gesto simbolico, ma un atto di giustizia e responsabilità. Dopo oltre 700 giorni di assedio e genocidio, non possiamo restare in silenzio». Poi alcuni aggiornamenti, anche sulla ripartenza dopo qualche problema di febbre.