Un’arguta conferenza spettacolo per presentare l’imminente “Festival delle Colline Torinesi – Torino Creazione Contemporanea” alla XXX edizione dall’8 ottobre al 3 novembre 2025. Saletta interna ristorante Arcadia, Sergio Ariotti, direttore del festival insieme a Isabella Lagattolla, in piedi dietro a una tavola imbandita di libri, brochure, fotografie, oggetti. “E’ l’immagine della mia scrivania mentre lavoro al festival – spiega – qui c’è la storia di un’avventura trentennale”. Si comincia ricordando quel 1996 in cui, oltre al Festival delle Colline, “nascevano internet e la piccola Dolly” continua il direttore. 10 luglio 1996, Villa Bria, Gassino, Galatea Ranzi incarna un recital di Clemente Rebora. “Lavoravamo sulla parola poetica come fosse drammaturgia, avevamo programmato 33 spettacoli, una vera follia considerando che non eravamo certi dei sostegni economici. Non ci hanno incarcerato, ergo il denaro è poi arrivato” dice Ariotti.

Madrina della prima edizione e di alcune a venire la grande attrice ronconiana Marisa Fabbri. “Ci predisse che, avendo un progetto ben preciso, avremmo fatto tanta strada – interviene Lagattolla – è stata di buon auspicio”. A proposito. “Apriamo con la compagnia catalana Agrupación Señor Serrano con “Historia del Amor”. Sono stati nostri ospiti altre volte, il loro stile è sempre molto ironico e tecnologico. Ci è sembrato beneaugurante come primo spettacolo, perché anche per noi questa è stata una lunga storia d’amore” continua Ariotti. “Historia del Amor” è l’8 e il 9 ottobre al Teatro Astra.