Dall’anno prossimo c’è una nuova festa nazionale, oltre a quella della Repubblica: è la giornata di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia. Come nel caso della ricorrenza del 2 giugno, anche il 4 ottobre scuole e uffici pubblici resteranno chiusi. Nessuno se ne accorgerà nel 2026 - anno in cui ricorre l’ottavo centenario dalla morte del Santo - perché il 4 ottobre cade di domenica, ma già nel 2027 scatterà un miniponte visto che cade di lunedì. Il disegno di legge, firmato dall’onorevole Maurizio Lupi (Noi Moderati) e approvato all’unanimità mercoledì 1° ottobre dalla commissione Affari Costituzionali del Senato in sede deliberante, rappresenta una prima assoluta nella storia della Repubblica. Finora, infatti, l’unica festa nazionale riconosciuta per legge era quella della Repubblica, che cade il 2 giugno perché in quella data del 1946 si svolse il referendum con cui gli italiani scelsero di passare dalla Monarchia alla Repubblica. La festa della Repubblica, istituita per legge fin dal 1949, ricalca analoghe feste nazionali di altri Paesi come il 14 luglio per i francesi (anniversario della presa della Bastiglia nel 1789) o il 4 luglio per gli americani (anniversario della Dichiarazione d’indipendenza del 1776).
Dal 2026 scuole chiuse il 4 ottobre per la festa di San Francesco, patrono d'Italia. Che fine fa Santa Caterina?
Finora la ricorrenza era una solennità civile intestata anche a Santa Caterina da Siena, l'altra patrona d'Italia. Ora diventa un giorno festivo in onore del solo Santo di Assisi e comporta una maggiorazione di stipendio per chi, come medici e poliziotti, è costretto a lavorare











