SACILE (PORDENONE) - Gabriele Lucchese domenica mattina stava armeggiando in preparazione di un succoso barbecue che l'avrebbe visto pranzare insieme agli amici, tra il verde della parte retrostante dell'agriturismo di famiglia, l'apprezzato La chiocciola che si trova in viale Trento.
Come racconta la mamma, la signora Luana De Martin D'Orsola, a un certo punto la sua attenzione è stata attirata dal movimento di uno strano animale che non aveva mai visto prima. «Con grande sorpresa di tutti i presenti, nel terrazzo pavimentato accanto al prato è comparso un grosso bruco» dalla livrea molto particolare. Impossibile non notare quell'esserino di uno sgargiante colore giallo con intarsi a foglia di un verde brillante. Lungo alcuni centimetri, si muoveva anche piuttosto rapidamente. I ragazzi lo hanno lasciato tranquillo, anzi, l'hanno spostato in un luogo un po' più appartato, così che non corresse rischi, ma Gabriele si è premurato di filmarlo e fotografarlo, anche con l'idea, dopo il barbecue, di approfondire la questione.
«In effetti - racconta la mamma - cercando in internet, al computer, ha scoperto che si tratta di un bruco piuttosto raro dalle nostre parti» tanto carino in quella prima fase delle sua vita, quanto pauroso in quella successiva. Quando si trasforma in farfalla, anzi, per la precisione si tratta di una falena, diventa noto come la "sfinge testa di morto". Un nome che deve a colori ben più scuri, ali e testa diventano neri, e soprattutto al disegno che si forma della parte bassa della testa e che ricorda visivamente un teschio umano. Una parte delle ali e il corpo restano gialli, ma di una tonalità meno vivace e attraversata da linee orizzontali marroni e da una venatura grigia. Insomma, il bel bruco giallo verde cambia di parecchio.






