Il caso Amt finisce alla Corte dei Conti. L’amministrazione comunale ha infatti deciso di segnalare un buco di bilancio che varia da 71 a 99 milioni accumulato negli ultimi tre anni. «La perdita più grande della storia di Amt», sospira la sindaca Silvia Salis a proposito della situazione patrimoniale della partecipata. La prima cittadina ha reso una fotografia preoccupante dello stato di salute dell’azienda. «Si dovranno fare correttivi sulla politica tariffaria basandola sull’Isee, ma altre azioni. «Il 22 ottobre abbiamo un appuntamento con la Corte dei Conti per spiegare la situazione che ci siamo trovati ad affrontare».

Nei giorni scorsi la crisi finanziaria di Amt è emersa anche dalla delibera con cui Anac, l’autorità anti corruzione ha definito inefficiente la precedente gestione – quella delle giunte di Bucci e Piciocchi, e ha invitato l’attuale amministrazione a verificare anche l’eventuale ipotesi dell’ingresso di soci privati per migliorare la situazione.L’ex vicesindaco Piciocchi ha difeso il proprio operato sottolineando che quello di Anac è non è un diktat.

USB Trasporti Genova respinge con forza l’ipotesi, ventilata dall’Anac, di aprire al capitale privato nella gestione di Amt. «Ricordiamo che nel 2016 la stessa Anac esprimeva contrarietà all’ingresso di soci privati nell’allora Atp , eppure in quel caso non ci sono state grosse remore nel andare in direzione opposta all’indicazione data _ è scritto nel documento _. Il trasporto pubblico locale non può essere trattato come un terreno di profitto: è un servizio essenziale per i cittadini, fondamentale per garantire il diritto alla mobilità, l’inclusione sociale e la riduzione del traffico privato e dell’inquinamento. Introdurre soci privati significherebbe subordinare queste esigenze all’obiettivo del guadagno, con il rischio concreto di:riduzione delle corse meno redditizie (quelle periferiche, serali o festive), lasciando interi quartieri isolati; aumento delle tariffe a carico degli utenti, già oggi penalizzati da un servizio non sempre all’altezza delle necessità; peggioramento delle condizioni di lavoro, con precarizzazione dei contratti e pressioni sui salari dei dipendenti".