Sempre dalla parte sedicente “giusta” e più utilitaristica della narrazione politica, ma non dalla parte della storia e della verità: soprattutto quando storia e verità non sono dalla sua, di parte. La sinistra affetta da transfert freudiano compulsivo urla e strepita alla censura Rai sui film che gonfiano le vele afflosciate della propaganda, ma la memoria è assai corta su equilibrio, senso di giustizia e moralità nel rapportarsi col passato e col presente. Anche al cinema.
Indignazione al climax, e grida alla censura “fascista” sui temi nobili di Gaza del genocidio stabilito tale nelle segreterie di partito, sulla nazista “perfidia” degli ebrei oggi israeliani (Goebbels docet) e sulla grande bellezza dell’immigrazione di massa in Italia, attraverso i titoli militanti Open Arms. La legge del mare e No other Land, con l’aggiunta pure di Io capitano, nel palinsesto Rai con preannuncio e poi spostamento orario.
Altro che TeleMeloni. Mentre basta voltarsi indietro per avere riscontro scientifico sulla censura egemonica della sinistra col bando ai titoli sgraditi e avversati con metodi sovietici. Due titoli buttati lì sono emblematici del senso di libertà, democrazia e confronto di idee che alberga negli eredi dell’ex Pci.






