di

Mario Sensini

Oggi il Documento programmatico di finanza pubblica che anticipa la manovra. Al Concordato biennale ha aderito il 10% dei potenziali interessati

La riduzione dal 35 al 33% del prelievo fiscale sui redditi tra 28 e 50 mila euro potrebbe portare i suoi benefici, fino a un massimo di 440 euro l’ann (qui le simulazioni), anche ai redditi medio alti. Il governo, infatti, starebbe valutando la possibilità di sterilizzare l’effetto degli sgravi solo per i redditi molto elevati. L’asticella deve ancora essere fissata, e dipenderà dalle disponibilità per il nuovo modulo della riforma Irpef, per la quale potrebbero servire tra i 3 e i 4 miliardi.

Il Documento programmatico di finanza pubblicaQualche indicazione in più dovrebbe venire dal Documento programmatico di finanza pubblica atteso oggi, con l’aggiornamento dei conti, le grandi linee della manovra alle porte, e con il quale il governo si appresta a comunicare alla Ue il rientro del deficit sotto la soglia di attenzione. Il Documento che il ministro dell’Economia porterà in Consiglio dei ministri e poi trasmetterà a Bruxelles, indica per il 2025 un deficit del 3% del Pil, a fronte del 3,3% concordato con la Ue. Ci si avvia dunque all’uscita dalla procedura di infrazione attivata nel 2019, ma nell’ottica della manovra di finanza pubblica cambierà poco.