Arriva da sua maestà Paolo Andreucci, 14 volte Campione Italiano di Rally, un’idea unica: Codrive, ossia l'app che trasforma le sanzioni stradali in lezioni di guida sicura. In un'Italia dove le norme sulla sicurezza stradale si inaspriscono, suscitando tra i patentati un misto di timore e risentimento verso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – specie per i ritiri di patente che colpiscono duramente la vita quotidiana –, emerge una proposta innovativa.

Come è nata Sviluppata da anni da un team di esperti, questa app non punisce, ma educa, offrendo un'alternativa al "bastonare" i trasgressori con sanzioni rigide, per trasformarli in "conducenti modello" senza i costi proibitivi di autisti o trasporti pubblici. Codrive è infatti un sistema di controllo della velocità itinerante, un vero "tutor autostradale" esteso alle strade urbane ed extraurbane – dove si concentrano il 70% degli incidenti gravi, secondo i dati Istat. Non si limita a monitorare: adatta i limiti in base al raggio di curva e agli allunghi successivi, prevenendo sorprese letali. Le prove Testata ripetutamente, l'app è educativa: analizza i dati di guida in tempo reale, sprona l'attenzione con avvisi vocali e visivi, e fornisce indicazioni sulla difficoltà delle curve in arrivo, come un co-pilota rally. "È più di un navigatore: è un assistente virtuale che riduce i rischi e migliora lo stile di guida", spiega il team di sviluppo, che ha collaborato con il laboratorio di robotica percettiva della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa.Il cuore del sistema sono algoritmi brevettati, "incapsulati" in un kit di sviluppo pronto per integrazioni versatili: dall'allarme remoto alle forze dell'ordine al controllo "padre-figlio" per serate a rischio, passando per il monitoraggio di comportamenti anomali come l'uso del cellulare o frenate brusche. In un contesto di infrazioni "leggere" – come superare un Ape o un trattore in striscia continua (ritiro da 1 a 3 mesi) o eccedere di pochi km/h –, Codrive propone un percorso opzionale: il guidatore paga un servizio di monitoraggio, accetta il controllo costante, ma mantiene la patente. Una questione di numeri I dati, memorizzati per analisi a posteriori, certificano miglioramenti, assegnando persino "voti" su tratti o percorsi interi, con tracciamento nel tempo. L'idea si spinge oltre: integrabile nel Progetto ICARO – la campagna di educazione stradale promossa dalla Polizia Stradale, dal Ministero dei Trasporti, dall'Istruzione e partner come l'Università di Roma e il Movimento Italiano Genitori, attiva fino al 2025 con concorsi per studenti – Codrive potrebbe verificare "sul campo" le lezioni apprese, certificando stili di guida virtuosi. Un controllo utile Per i trasgressori più gravi, funge da "braccialetto elettronico" digitale: il mantenimento della patente è subordinato al monitoraggio, con memoria di percorsi, velocità in curva e infrazioni. "Passiamo da uno Stato sanzionatore a uno educatore che premia i virtuosi", sottolineano gli sviluppatori, aprendo a bonus per comportamenti eco-sostenibili – inclusa la stima indiretta delle emissioni CO2 e tecniche di gaming per incentivare la guida "verde", utile anche per valutazioni ESG. Certo, emergono sfide: privacy (risolta con autorizzazioni biometriche), verifica dell'associazione tra telefono e guidatore. Ma i benefici sono chiari: meno incidenti, costi ridotti per lo Stato e una comunità più consapevole. In un Paese con oltre 3.000 morti stradali annui, Codrive è un ponte verso una sicurezza proattiva, dove l'errore insegna invece di isolare. Il team invita il Ministero a esplorare questa via, per un'Italia che guida meglio, non solo più piano.