ImmobiliLa Regione Emilia-Romagna propone restrizioni e vincoli per regolare gli affitti brevi, suscitando controversie tra gli operatori del settoredi Giuseppe Latour2 ottobre 2025L’Emilia-Romagna prepara una maxi stretta sugli affitti brevi. Dopo la Toscana, anche la Regione guidata dal governatore Michele De Pascale si accinge a imporre su questo tipo di locazioni un carico extra di oneri e vincoli urbanistici, ulteriore rispetto a quanto indicato dalle norme nazionali. Con l’obiettivo chiaro di regolamentare e ridurre l’impatto del fenomeno, attraverso una lunga serie di adempimenti e di sanzioni.Approvazione entro fine annoIl testo non è ancora stato formalmente depositato; gli assessori regionali alla Casa, Giovanni Paglia e al Turismo e Commercio, Roberta Frisoni stanno presentando la proposta agli stakeholder e non sono esclusi correttivi. I tempi, comunque, saranno stretti: l’idea è di arrivare all’approvazione entro l’anno. Le bozze che circolano in queste ore indicano già chiaramente la strada che la Regione ha intenzione di percorrere. Il testo, infatti, punta ad «assicurare l’ordinato sviluppo del territorio, garantendo l’equilibrio tra la tutela della residenzialità e la vivibilità degli spazi urbani e dei quartieri e la promozione dell’offerta turistica».Un impianto che - va sottolineato subito - è già molto contestato tra gli operatori di settore e non piace, ad esempio, a Marco Celani, presidente dell’associazione italiana gestori affitti brevi (Aigab): «Il numero di appartamenti online in regione è esiguo, lo 0,7% degli immobili, la metà della media nazionale, e non giustifica un intervento di questo tipo. Dare questi nuovi poteri ai Comuni è una inutile limitazione della libertà dei proprietari, a chiaro rischio di impugnativa per incostituzionalità. Soprattutto, sono contrario alle novità sui cambi di destinazione d’uso, perché andranno a ingessare il mercato».Le misure previsteTornando alle misure, per tutte le unità destinate a locazione breve a partire dall’entrata in vigore della legge scatteranno una serie di vincoli. Anzitutto, dovranno modificare la loro destinazione d’uso: così, nell’ambito della categoria funzionale turistico-ricettiva, sarà individuata «la specifica destinazione d’uso denominata locazione breve». Dopo avere effettuato il cambio di destinazione, queste unità saranno sottoposte a una serie di limiti.L’altro pilastro della manovra allo studio della Regione riguarda, infatti, la pianificazione delle amministrazioni locali. «I Comuni - dice il testo - possono individuare nei propri strumenti di pianificazione urbanistica ambiti determinati del territorio comunale nei quali l’insediamento della destinazione d’uso locazione breve è ammessa, esclusa o favorita ovvero è subordinata all’osservanza di specifiche condizioni». Quindi, non più crescita libera, ma la possibilità per i sindaci di porre delle limitazioni, anche molto forti, tenendo monitorate le destinazioni urbanistiche degli immobili presenti sul territorio.