La prima giornata della Italian Tech Week, la conferenza sull’innovazione ospitata dalle Ogr di Torino, si è svolta all’insegna dell’intelligenza artificiale e dell’ecosistema italiano delle startup. Sul palco principale si sono alternati i grandi nomi delle big tech, da Arthur Mensch di Mistral AI a Kevin Scott, Cto di Microsoft e principale artefice della partnership tra il colosso di Redmond e OpenAI. Un’alleanza che ha cambiato il corso dell’IA a suon di miliardi, di dati e di potenza di calcolo. Abbiamo incontrato Scott in esclusiva, pochi attimi dopo il suo intervento. L’ingegnere nato Gladys, un’area rurale della Virginia, guida oggi la strategia tecnologica di un’azienda che vale più di 3.800 miliardi di dollari.

Che ruolo può giocare l’Italia nello sviluppo delle tecnologie del futuro?

“Avete la mentalità giusta per applicare l’IA al mondo reale. Qui l’essere umano viene prima di tutto. La tecnologia arriva dopo: è uno strumento al servizio di una visione, che parte da una profonda comprensione dei bisogni delle persone. E credo che l’Italia abbia una rara capacità di intuire ciò che gli esseri umani desiderano davvero”.

Ma l’IA più potente non ci appartiene. Viene sviluppata principalmente nella Silicon Valley.