Il mondo della pasta dice addio a "Don Beppe" come tutti nella sua Pescara chiamavano Giuseppe Adolfo De Cecco, l'erede della dinastia abruzzese che da sempre richiama il prodotto italiano più famoso al mondo. "Annunciamo con dolore la scomparsa di una figura centrale nella storia e nella crescita della nostra azienda – si legge in una nota della società società Molino e Pastificio De Cecco di cui l’imprenditore era amministratore e presidente – Alla famiglia De Cecco vanno le più sentite condoglianze da parte di tutti i dipendenti e collaboratori, uniti nel ricordo di un uomo che ha dedicato la sua vita al lavoro, alla sua comunità e ai valori che contraddistinguono la nostra azienda". Per onorarne la memoria si "è deciso di sospendere tutte le attività a partire da oggi (1 ottobre, ndr) e per l'intera giornata di domani".

L'INIZIATIVA

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Il ritratto

L'imprenditore scomparso all'età di 75 anni, da oltre un trentennio era una figura centrale dello storico pastificio, nato nel 1831 come mulino di famiglia e trasformato in azienda nel 1886 grazie alla passione di Filippo Giovanni De Cecco. Don Beppe ha seguito i principi con cui il fondatore aveva innovato l’essiccazione della pasta attraverso il brevetto di un sistema a bassa temperatura che ottimizzava la produzione e migliorava la conservazione della qualità del grano. Erano i tempi in cui la pasta firmata De Cecco vinceva premi internazionali all’Esposizione Universale di Chicago del 1893. Fratello di Filippo Antonio De Cecco confermato alla guida del gruppo un anno fa, è stato anche presidente del Pescara Calcio come viene ricordato anche nella nota del gruppo: "Figura di grande importanza nella storia del Delfino grazie alla sua iniziativa il Pescara Calcio seppe rialzarsi in uno dei momenti più bui della propria storia"..