Chiami il mio agente. Mai frase fu appropriata per Tilly Norwood, la prima attrice creata con l’intelligenza artificiale con tanto di agenzia che la segue, anzi che l’ha creata da zero. Da Hollywood si leva la voce di protesta di attori e attrici contro la “collega” virtuale e il loro messaggio è chiaro: “Non chiamatela attrice”. E pensare che Tilly è stata presentata dalla sua creatrice come la prossima Natalie Portman o Scarlett Johansson.
“Scarlett Johansson ce l'abbiamo già” ha commentato l’attrice Emily Blunt (Mary Poppins, Il diavolo veste Prada, The smashing machine) durante un'intervista per il podcast Awards Circuit di Variety. Dopo aver visto un'immagine di Norwood, ha esclamato: "No, sul serio? È un'intelligenza artificiale? Oddio, siamo fregati. È davvero, davvero spaventoso. Dai, agenzie, non fatelo. Per favore, smettete di toglierci la connessione umana".
Da quando è stata presentata ufficialmente nel weekend al Zurich Film Festival 2025, Tilly ha creato più sconcerto che stupore almeno nel mondo del cinema suscitando una presa di posizione netta del sindacato attori. SAG-AFTRA ha condannato la creazione di Tilly affermando di “essere contrario alla sostituzione degli attori umani con attori sintetici”. Tilly è stata creata dallo studio londinese Xicoia, fondato da Eline Van der Velden, attrice olandese trapiantata in Inghilterra e Ceo della tech company Particle6.










