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Il Trionfo di Bacco (o Baccanale) è un dipinto largo più di tre metri e mezzo e alto quasi tre, eppure per decenni è passato piuttosto inosservato nella collezione del Kunsthistorisches Museum, il museo d’arte di Vienna che lo ospita. Risale alla metà del Seicento e mostra il dio della mitologia classica attorniato da una serie di figure mezze nude, in un clima generale di festa e abbandono. È un’opera imponente e complessa, e nonostante al tempo fosse molto improbabile a dipingerla fu una donna.
Come accaduto a molte altre donne in altri ambiti della storia, la pittrice fiamminga Michaelina Wautier è stata a lungo ignorata e solo di recente è stata riconosciuta come autrice dell’opera e come una fra gli artisti più importanti del suo tempo, assieme a pittori del calibro di Peter Paul Rubens o Antoon van Dyck. Il Trionfo di Bacco è tra le opere esposte nella mostra più ampia e approfondita dedicata finora alla pittrice, che è stata inaugurata martedì proprio nel museo di Vienna.
La mostra raccoglie 30 delle 35 opere conosciute di Wautier tra ritratti, nature morte, scene di pittura storica e allegorie come I cinque sensi, una serie di cinque dipinti che rappresentano vista, udito, gusto, tatto e olfatto con una sensibilità moderna e un umorismo che ribalta un po’ le convenzioni del genere: l’olfatto per esempio è un ragazzino che si tappa il naso con le dita, anziché una donna che annusa un fiore. Raccoglie poi dipinti che sono stati accertati come suoi solo di recente: prima alcuni erano stati attribuiti erroneamente a van Dyck o al fratello maggiore di lei, Charles Wautier. Ed è suo anche l’autoritratto che fino al 2013 si credeva essere della pittrice del Seicento Artemisia Gentileschi, a sua volta rivalutata solo negli ultimi anni.






