“Mi ha rovinato l’esistenza, mi usava, mi offendeva”. A parlare così è una delle persone che accusano il tenente colonello Giampaolo Cati che risponde di molestie, violenza privata e abuso di autorità. Sono stati undici i sottoposti, tra cui quattro donne, a denunciarlo nel 2021. Tutti, all’epoca, prestavano servizio al Centro ippico militare dell’Accademia di Modena. Per l’accusa tutti i reati sarebbero stati commessi durante le sue funzioni, di insegnante di equitazione, all’interno della struttura.

Durante il processo le vittime hanno esposto la loro versione dei fatti. Tra loro c’è V.: “Cati mi ha rovinato l’esistenza, mi usava, mi offendeva. Mi chiedeva di spazzare e diceva guarda che scopatrice, mi fotografava, commentava in continuazione il mio aspetto fisico, il mio sedere. Diceva ti sdrumo, ti faccio mangiare la sabbia. E io obbedivo perché vivevo il terrore psicologico, avevo paura di essere punita, sorridevo quasi a comando… Sì colonnello, sta bene colonnello… lo assecondavo. Ma quando uscivo, piangevo”. All’epoca dei fatti la ragazza aveva 25 anni. Sognava una carriera militare, ma per Cati “era solo una ragazza immagine, quando c’era un evento mi metteva alla porta d’ingresso del Centro per far tornare la gente. E così l’entusiasmo si è trasformato presto in una profonda delusione e alla fine desideravo solo andarmene. Sono così tornata al mio paese e non ho più voluto saperne della vita militare”.