A pochi giorni dall’inizio di ottobre, il momento del calendario che da anni ricorda l’importanza della prevenzione del tumore al seno alle donne di tutto il mondo, uno studio svedese dà un motivo in più per non saltare l’appuntamento con la mammografia. In particolare se è la prima: non presentarsi al primo invito per lo screening sembra infatti associato a una maggior rischio di morire per la malattia nel corso dei futuri decenni.
Lo studio
Lo studio, condotto da ricercatori del Karolinska Institutet e pubblicato sul British Medical Journal, ha preso in esame oltre 430 mila donne di Stoccolma invitate per la prima volta allo screening mammografico tra il 1991 e il 2020. Di queste, circa un terzo (32%) non ha risposto a questa prima chiamata. Le percentuali di donne che si sono ammalate di tumore al seno sono state più o meno le stesse tra chi partecipato e chi no (7,8% e 7,6%, rispettivamente), ma la mortalità legata alla neoplasia risulta significativamente più alta tra le non partecipanti: quasi 10 decessi ogni mille donne contro 7, e cioè un aumento del 40 % del rischio relativo. In chi aveva rifiutato il primo invito, infatti, il tumore è stato più spesso diagnosticato in stadio avanzato, ossia in stadio III (+1,53 volte) o in stadio IV (+3,6 volte).









