La prevenzione non è uguale per tutte, nel nostro Paese. Prendiamo lo screening per la diagnosi precoce del tumore al seno: da tempo gli esperti indicano che dovrebbe partire dai 45 anni e arrivare fino ai 74, ma ogni regione è organizzata a modo suo. Con il risultato che questo presidio di salute è “negato a oltre due milioni di donne”.

La denuncia arriva da Europa Donna Italia, il movimento di advocacy che rappresenta i diritti dei pazienti con tumore al seno, e che parla di una “ingiustizia strutturale nel sistema sanitario” che influenza direttamente le possibilità di individuare precocemente la neoplasia più frequente in Italia.

Tumore al seno, 2.400 casi per colpa dell’alcol

Solo sei regioni hanno esteso pienamente lo screening

Con questa premessa Europa Donna Italia lancia una nuova campagna di sensibilizzazione sulla disomogeneità dell’età di accesso allo screening - La Fortuna Costa (La Sfortuna Di Più) - rivolta all’opinione pubblica e alle istituzioni.