Dopo aver individuato i migliori 400 datori di lavoro in Italia, l’Istituto Tedesco Qualità e Finanza ha ulteriormente ristretto la propria indagine per selezionare quelle aziende che prestano particolare attenzione verso le loro dipendenti. “Italy’s best 100 employers for women” è il risultato di questo lavoro, che ha l’obiettivo di fornire alle donne alla ricerca di lavoro una bussola per orientarsi. “La ricerca ha evidenziato non solo le sfide che persistono - sottolineano gli analisti di Itqf - ma anche le opportunità di miglioramento e i successi già raggiunti. L’identificazione di queste 100 aziende leader offre un modello di riferimento e ispirazione per altre imprese che aspirano a migliorare la loro equità di genere e a valorizzare il talento femminile nel contesto lavorativo italiano”.

Lo scenario che emerge dallo studio di Itqf conferma quanto rilevato dall’Istat: l’occupazione femminile mostra miglioramenti sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo, ma ci sono ancora grandi margini di miglioramento. Il gap rispetto al resto d’Europa resta infatti ampio: in Italia il tasso di occupazione femminile risulta inferiore di 12,6 punti alla media Ue ed è il valore più basso tra i 27 paesi dell’Unione. “Pur avendo raggiunto il suo massimo livello - si legge nel più recente rapporto Cnel-Istat sul tema - il tasso di occupazione femminile è cresciuto in Italia meno rispetto alla media Ue: sei punti dal 2008 al 2024 in confronto a 8,6 punti in Europa. Il gap di genere nel tasso di occupazione è quasi il doppio della media Ue: 17,4 punti contro 9,1 punti. Ad ampliare ulteriormente i divari con l’Ue si aggiungono le marcate disparità territoriali: mentre tutte le regioni del Nord e del Centro, tranne il Lazio, hanno raggiunto l’obiettivo previsto dalla Strategia di Lisbona 2010, pari al 60%, nessuna regione meridionale ha raggiunto il target europeo”.