Jannik la Volpe è tornato cacciatore. E la sua preda non è certo Leander Tien, il 19 enne americano di origine vietnamita, figlio di una insegnante di matematica e di un avvocato (non a caso lui si chiama così, cioè ‘studente’, e la sorella ‘Justice, Giustizia) di cui si è sbarazzato facilmente nella finale di Pechino. Jan punta al bersaglio grosso, al numero 1 che oggi campeggia sulla schiena dell’altro ‘Tennista Alfa’ del circuito, Carlos Alcaraz. «Non sono più numero uno del mondo, è diverso, ora sono a caccia», ha detto con un sorriso Jan, che ora si sposta a Shanghai. Lì avrebbe dovuto ritrovare proprio Carlitos, che però ieri sopo il successo a Tokyo, ha fatto la mossa del cavallo dribblando il penultimo Masters 1000 della stagione che è partito proprio oggi.
Pechino, Sinner fa il bis: gli highlights della finale contro Tien
«Ho bisogno di riposare», ha detto il rivale spagnolo, che peraltro sarà in campo sia nel Six Kings Slam di Ryad a metà ottobre (con Sinner) sia in un’altra mega esibizione con Joao Fonseca a Miami a dicembre (i soldi guariscono molte ferite) ma si può permettere di amministrare un vantaggio cospicuo in classifica mondiale, appena intaccato dai 170 punti che Jannik gli ha rosicchiato questa settimana. Nel ranking mondiale Alcaraz ne ha 11.540 e Sinner 10.950, ma a questo punto della stagione è la Race to Turin quella che fotografa meglio la situazione visto che somma solo i punti conquistati da inizio 2025, senza le complicazione degli ‘scarti’ da calcolare in base ai risultati dello scorso anno. E qui Carlitos è davvero molto avanti, 11,040 contro 8.450. Jannik ha una strada molto teorica per riprendersi il trono dopo il Masters 100 di Parigi indoor: dovrebbe vincere a Shanghai e nel ‘500’ di Vienna, sperando che Carlos non torni prima in campo; ma è facile immaginare che lo spagnolo, smaltite le fatiche giapponesi, si ripresenterà in forma in tempo per tutelare i propri interessi (anche economici: è stato calcolato che dicendo no a Shanghai può perdere fino a 2,8 milioni di dollari fra montepremi e altro). E se Carlitos in Francia dovesse vincere anche una sola partita, sarebbe comunque sicuro di chiudere in testa, anche prima delle Atp Finals. I tre mesi di pausa per la sospensione concordata con la Wada del resto hanno tolto a Sinner molte occasioni di incrementare il bottino. La nota positiva è che dopo un paio di prestazioni così così, Jannik contro Tien (affaticato dalla settimana) è sembrato di nuovo centrato: 24 vincenti, 10 ace, il 66 per cento di prime di servizio con il 77 di di punti vinti. Solido, determinato. Il 21esimo titolo in carriera è anche il suo 18esimo sul veloce, cioè la superficie regina del finale di stagione. «Ora si tratta di migliorare ancora e vedere come va il resto della stagione, per ora sono molto contento di stringere questo trofeo». La caccia è solo iniziata.











