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Ultimo aggiornamento: 7:46

Una dichiarazione congiunta per opporsi a indifferenza e ingiustizia. Perché rimanere in silenzio “significa accettare che la vita di alcuni valga meno di quella di altri”. Dare voce allo sport e ai suoi valori “infranti dall’uccisione di civili e dalla violazione dei diritti umani”. Così, mentre la Uefa ha rassicurato Israele di non aver organizzato alcuna riunione per decretare una sua possibile sospensione, oltre 50 atleti – tra cui calciatori professionisti, giocatori di rugby e cricket – hanno chiesto pubblicamente alle istituzioni sportive di escludere dalle competizioni internazionali squadre e atleti israeliani.

Una lettera, diffusa tramite la piattaforma Athletes 4 Peace, per dare voce a tutti quelli che “si battono per la giustizia, l’equità e l’umanità nello sport”. Tra i firmatari più noti ci sono l’ex Ajax (e Chelsea) Hakim Ziyech e Anwar El Ghazi, che nel 2023 venne licenziato dal Mainz per aver preso posizione pubblicamente in favore della causa palestinese. La richiesta è stata supportata da Nujum Sports, un’organizzazione no-profit che supporta gli atleti musulmani e promuove la loro integrazione nello sport e nella società.