BORGO VALBELLUNA (BELLUNO) - Stava entrando nell'area di rifornimento Agip che si trova a Villapiana lungo la sinistra Piave in territorio di Borgo Valbelluna, ieri verso le 17, ma non si è accorto che alle sue spalle stava arrivando una moto guidata da Daniel Pastorello, 28 anni, infermiere al Pronto soccorso dell'ospedale di Feltre che ha provato a frenare, ma non c'è stato nulla da fare, l'urto contro la fiancata dell'auto è stato troppo violento, lui è finito nel prato a bordo strada.
Quando il medico è arrivato non ha potuto fare altro che constatarne il decesso. I rilievi sono stati eseguiti da una pattuglia della polizia stradale, sul posto anche i Vigili del Fuoco che hanno messo in sicurezza i mezzi coinvolti nell'incidente. Un incidente come se ne sentono molti e con una dinamica simile ad altri, la morte di Daniel Pastolrello arriva però come l'esplosione potente di una carica di tritolo, una deflagrazione che va a colpire la famiglia, mamma Katia, papà Fabio, la sorella Claudia e la fidanzata Silvia, e i familiari, ma anche il tessuto sociale non del solo territorio di Lentiai di Borgo Valbelluna, di tutto il territorio Feltrino.
Tutto molto semplice, come lo può essere un ragazzo di 28 anni, quasi 29, li avrebbe compiuti il prossimo 6 novembre. Il diploma all'Itis e poi l'impiego come operaio al reparto estrusione della Pandolfo Alluminio a poche centinaia di metri da casa. Sì, perché Daniel Pastorello abitava a Ronchena di Lentiai, la Contea di Ronchena, come la chiamava lui, località a cui era molto legato. Quello che più colpiva però era la volontà di andare oltre quel lavoro di fabbrica, una tappa in una vita che voleva ben altro e non solo lo stipendio, voleva soddisfazione. Un punto su cui i colleghi di lavoro sono concordi: «Era chiaro che non si accontentava di un lavoro di fabbrica - raccontano - lo si capiva. Le capacità, la vivacità, l'energia lo portavano fuori dalle porte del capannone. Con Daniel c'è stato più di un semplice rapporto di lavoro, era un rapporto di amicizia. Quando ha lasciato la Pandolfo Alluminio per iscriversi all'università, l'impressione è stata quella di vedere un ragazzo che cullava un sogno».






