Roma, 30 set. (askanews) – Come accaduto nel primo mandato del presidente Usa Donald Trump, di fronte alla spinta protezionistica impressa dall’inquilino della Casa bianca, la Cina si presenta specularmente come principale promotrice dell’apertura, della globalizzazione dei commerci e della propensione al libero commercio, soprattutto rispetto ai paesi del Sud Globale. Uno schema rilanciato dall’ambasciatore cinese negli Stati uniti Xie Feng, in un discorso per il 76mo anniversario della fondazione della Repubblica popolare cinese, nel quale ha esortato Washington a cambiare rotta.

Xie Feng, secondo quanto riporta il South China Morning Post, ha presentato la Cina come leader della globalizzazione e del multilateralismo, criticando Washington per “chiudere le porte”. mentre l’amministrazione Trump impone pesanti dazi unilaterali a Paesi di tutto il mondo e inasprisce le politiche sui visti.

Cina e Stati Uniti – ha ricordato il diplomatico – sono stati “due principali costruttori dell’ordine internazionale del dopoguerra”, ma oggi gli Usa dovrebbero “agire con maggiore responsabilità”, per esempio mostrando “prudenza” sulla questione di Taiwan, che Pechino considera parte integrante del suo territorio.