Ancora un tesoro proustiano quasi del tutto sconosciuto, a più di un secolo dalla morte dello scrittore: sembra incredibile, ma emerge solo ora per volontà degli eredi di Susy Mante-Proust, la nipote scomparsa nell’86, che già aveva venduto alla Biblioteca nazionale di Francia, nel ’62, un corposo archivio di manoscritti di cui una parte relativi alla Récherche.

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Ora però ne spuntano molti altri, che tramite Sotheby’s sono stati offerti sempre alla Bnf. Prezzo, 7, 7 milioni di euro, un bella sommetta che ora la Biblioteca cerca di raccogliere con una sottoscrizione pubblica. Si possono fare donazioni sul sito, in cambio di una piccola gloria imperitura (essere inseriti nell’elenco ufficiale dei donatori), di un risparmio fiscale (ma evidentemente solo per i francesi) e di un abbonamento gratuito alla rivista trimestrale della Bnf. Si deve chiudere entro dicembre. Ce la faranno? In passato è già accaduto, per altre acquisizioni, e con successo. Questa pare davvero importante: è un fondo di 900 documenti che si riferiscono in gran parte al giovane Proust (ma ci sono anche minute e versioni manoscritte della Récherche) più lavori scolastici e universitari (al liceo Condorcet e alla Sorbona), esercitazioni teatrali (c’è persino una commedia scritta a 13 anni).