A quasi dieci anni dalla sua morte, Londra omaggia definitivamente uno dei suoi più audaci, dirompenti, visionari figli: David Bowie. Finalmente il Duca Bianco ha un suo museo, uno spazio interamente dedicato alla sua storia e alla sua eredità culturale. Non è un mausoleo, o un santuario, ma piuttosto un archivio dinamico, nato grazie ad un’operazione di conservazione delle memorabilia che l’artista stesso aveva iniziato negli anni Novanta (il resto, è opera della David Bowie Estate, della Blavatnik Family Foundation e del gruppo Warner Music). La location scelta è lo spazio che il Victoria and Albert Museum ha scelto di aprire nell’east end londinese, V&A East Storehouse, un grande hub culturale dedicato alla creatività, all’innovazione e alla scoperta, che ospita collezioni, archivi, laboratori, aree di studio e mostre temporanee in un formato immersivo e accessibile.

David Bowie Centre, un archivio ‘vivo’

Le espressioni altisonanti, gli aggettivi enfatici, i discorsi magniloquenti si sprecano quando si parla di David Bowie, un musicista che ha raccontato, costruito, distrutto e ricostruito mille volte il concetto stesso di identità, anticipando abbondantemente i tempi. Ecco dunque che il David Bowie Centre si pone come uno strumento necessario a capire uno dei personaggi che più hanno plasmato l’immaginario collettivo nell’arco di mezzo secolo, e che ha lasciato un’eredità musicale, culturale, stilistica dal valore incommensurabile. Insomma, il David Bowie Centre, che ha aperto i battenti lo scorso 13 settembre, arriva forse con colpevole ritardo, ma nella forma giusta, ovvero sotto forma di archivio ‘vivo’.