di
Roberta Scorranese
L’artista ripercorre le tappe della sua carriera e della sua attenzione sui diritti. Il sodalizio con Stefano Massini: a ottobre torna «Matteotti. Anatomia di un fascismo»
A quasi 75 anni Ottavia Piccolo ha lo stesso sorriso schietto con il quale, appena undicenne, salì per la prima volta sul palcoscenico. Da allora, è stata, di volta in volta, gran dama, principessa, figlia ansiosa, regina del popolo. E, come ha raccontato durante l’evento Che Spettacolo! alla Mostra di Venezia, non ha alcuna intenzione di smettere. «Almeno spero», sorride: «Intanto dall’12 al 16 novembre saremo al Teatro Morlacchi di Perugia, con la prima di una serie di nuove date di Matteotti. Anatomia di un fascismo, di Stefano Massini».
Con Massini ormai c’è un sodalizio forte.«Me lo ricordo quando, quasi vent’anni fa, venne da me timidamente con un faldone in mano. Era il copione di Processo a Dio, voleva me come voce. Lo lessi e rimasi fulminata: un grande autore, grande impegno civile».






