Biglietti a prezzi esorbitanti, folla di tifosi all'aeroporto ed una copertura mediatica che non viene riservata neanche ai capi di Stato: il Kazakistan intero è impazzito per la partita di Champions League tra la squadra del Kairat di Almaty ed il Real Madrid.

Almaty, la città più importante nonché antica capitale dell'immenso e desertico paese euroasiatico (fino al '97, quando la soppiantò Astana), è situata a poche decine di chilometri dal confine cinese. Così distante che da Madrid sono necessarie 10 ore di volo per percorrere i 6.500 chilometri di distanza. Per comprendere quanto siano lontane tra loro le due città, basta pensare che "soltanto" 5.500 dividono Londra da New York. Si tratta della trasferta più "orientale" della Champions League.

Da settimane nel paese non si parla di altro, dopo che il sorteggio che aveva riservato avversari illustri agli esordienti kazaki era stato accolto dall'esultanza dei giocatori, in un video diventato subito virale sui social: la rosa al completo della squadra kazaka - è stato calcolato - vale 12 milioni, quanto una riserva Real, e le entrate complessive del club di Almaty sono un centoventesimo di quelle della corazzata madridista.

Ad accogliere oggi i giocatori "merengues" all'arrivo in aeroporto c'erano centinaia di persone: giovani, famiglie con i bambini. Con un passato legato all'esperienza sovietica e con una forte influenza russa, nel paese c'è sempre stata la voglia di sentirsi più indipendenti rispetto al proprio recente passato per situarsi a metà strada tra due mondi ora in conflitto. E con un occhio alle antiche tradizioni della steppa asiatica: i cittadini si definiscono i diretti discendenti di Gengis Khan.